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Dimensionamento della batteria per il fotovoltaico: come calcolarla

2 giorni fa
Tempo di lettura: 10 min

L'installatore e la proprietaria stanno valutando una batteria per uso domestico

Per dimensionare la batteria del fotovoltaico servono due numeri: quanta energia consumi quando i pannelli non producono (sera, notte, mattina presto) e quanta energia in più producono di giorno. La capacità giusta è la più piccola delle due, arrotondata alla taglia commerciale più vicina. Per una casa tipica vuol dire spesso 5-10 kWh, ma il tuo numero esce dalle bollette, non da una tabella generica. Qui sotto trovi la formula, un esempio completo con i conti, i controlli che i calcolatori online saltano e i criteri per scegliere il tipo di batteria.



TL;DR

 

  • Parti dai consumi annui in fascia F2 e F3 della bolletta: capacità (kWh) = [(F2 + F3) × 0,8] ÷ 365.

  • Confronta il risultato con l’eccedenza giornaliera dell’impianto: se di giorno avanzano meno kWh di quelli calcolati, la batteria non si riempirà mai.

  • Capacità (kWh) e potenza (kW) sono due cose diverse: la seconda deve coprire i carichi accesi insieme la sera.

  • Il litio ferro fosfato (LFP) è oggi la scelta più diffusa per le case; il piombo resta una soluzione di ripiego.

  • Meglio partire giusti e modulari che grandi: una batteria sovradimensionata costa di più e lavora a metà.

 

Indice

 

 

Capacità e potenza: i due numeri da non confondere

 

Quando un preventivo dice “batteria da 10 kWh” parla di capacità, cioè di quanta energia la batteria può contenere. È il serbatoio. La potenza, espressa in kW, è invece il rubinetto: quanta energia la batteria riesce a erogare in ogni istante.

 

Una batteria da 10 kWh con 3 kW di potenza in scarica può alimentare per circa tre ore un carico costante da 3 kW. Se la sera accendi insieme forno, piano a induzione e lavastoviglie e superi quella soglia, la parte eccedente arriva dalla rete anche se la batteria è piena. Succede spesso, e spiega molte delusioni del tipo “ho la batteria carica ma pago comunque la bolletta”.

 

Ci sono poi altri due parametri da leggere sulla scheda tecnica:

 

  • Capacità utilizzabile: non tutta la capacità nominale è sfruttabile. Il produttore indica la profondità di scarica (DoD) consentita; nei sistemi al litio è alta, nei vecchi accumulatori al piombo molto più bassa. Nei calcoli usa sempre la capacità utilizzabile.

  • Efficienza di ciclo: una parte dell’energia si perde tra carica e scarica. Secondo la scheda tecnica sugli accumulatori di Swissolar, i sistemi accoppiati in corrente continua (con inverter ibrido) perdono meno energia di quelli aggiunti in corrente alternata, che fanno una conversione in più.

 

Il calcolo dalle bollette: la formula e un esempio completo

 

Il metodo più affidabile per una famiglia parte dai consumi reali, divisi per fascia oraria. In Italia la bolletta (o l’area clienti del tuo fornitore) riporta i kWh annui in tre fasce:

 

  • F1: giorni feriali dalle 8 alle 19, le ore in cui l’impianto produce di più;

  • F2: feriali 7-8 e 19-23, sabato 7-23;

  • F3: notte, domenica e festivi.

 

Semplificando, F1 è l’energia che i pannelli coprono direttamente, mentre F2 e F3 sono in buona parte i consumi che solo una batteria può spostare.

 

La formula

 

Capacità (kWh) = [(kWh F2 + kWh F3) × 0,8] ÷ 365

 

Il coefficiente 0,8 tiene conto che non tutti i consumi F2 e F3 avvengono al buio (il sabato e la domenica di giorno i pannelli producono) e che non ha senso inseguire il 100% di copertura. Dividere per 365 dà il fabbisogno medio giornaliero da accumulare.

 

Esempio: famiglia di quattro persone in provincia di Verona

 

Prendiamo una villetta con consumi annui di 3.600 kWh, così ripartiti:

 

Fascia

kWh annui

F1

1.300

F2

1.150

F3

1.150

Totale

3.600

Calcolo: (1.150 + 1.150) × 0,8 = 1.840 kWh; 1.840 ÷ 365 = 5,0 kWh al giorno.

 

La capacità utilizzabile di riferimento è quindi intorno ai 5 kWh. Se il modello scelto ha una DoD del 90%, servono circa 5,6 kWh nominali, e la taglia commerciale più vicina sarà probabilmente 5 o 6 kWh a seconda del produttore.

 

Il controllo sull’eccedenza

 

Il calcolo non è finito. Una batteria si carica solo con l’energia che avanza di giorno, dopo che la casa ha consumato la sua parte. Supponiamo che l’impianto da 4,5 kWp produca 5.200 kWh l’anno (dato di esempio: il valore vero arriva dalla simulazione sul tuo tetto, orientamento e ombre comprese). Se di giorno la casa ne consuma direttamente 1.500, l’eccedenza è di 3.700 kWh, circa 10 kWh al giorno in media. Ampiamente sufficiente a riempire 5 kWh.


Produzione, autoconsumo ed eccedenza fotovoltaica

Se invece l’impianto fosse da 2 kWp con poca eccedenza, magari 3 kWh al giorno, una batteria da 5 kWh resterebbe cronicamente mezza vuota. La regola pratica: la capacità giusta è il valore minore tra fabbisogno serale ed eccedenza diurna.

 

L’errore della media annua: estate e inverno sono due impianti diversi

 

La media giornaliera nasconde la stagionalità. In Veneto, a luglio, un impianto produce molte volte quello che produce a dicembre. Il risultato è che:

 

  • d’estate la batteria si riempie quasi ogni giorno e spesso avanza energia che va in rete;

  • d’inverno nelle giornate nuvolose l’eccedenza può essere vicina a zero, e la batteria resta scarica qualunque sia la sua taglia.

 

Comprare una batteria più grande per “coprire l’inverno” di solito non funziona: in inverno manca l’energia per caricarla, non lo spazio per contenerla. Per capire quanto produce davvero un impianto alle nostre latitudini, mese per mese, puoi leggere la nostra guida sul rendimento del fotovoltaico nel Nord Italia.

 

Un buon dimensionamento guarda quindi ai mesi intermedi (marzo-aprile, settembre-ottobre), quando la batteria lavora a pieno ciclo e restituisce il massimo valore. È lì che si decide se 5 kWh bastano o se ha senso salire a 7-8.

 

Il metodo degli elettrodomestici, quando le bollette non bastano

 

Se hai appena comprato casa, se la famiglia è cambiata o se stai per installare una pompa di calore o una wallbox, le bollette passate non raccontano il futuro. In questo caso si stima il consumo serale apparecchio per apparecchio: potenza indicata in targa per ore di utilizzo dopo il tramonto.

 

Apparecchio (valori di esempio)

Potenza

Ore la sera

kWh

Frigorifero e congelatore

consumo medio continuo

14 ore

0,6

Illuminazione LED

0,15 kW

4

0,6

TV, router, piccoli carichi

0,2 kW

5

1,0

Lavastoviglie (un ciclo)

–

–

1,0

Piano a induzione

2 kW

0,5

1,0

Totale serale stimato

4,2

Sono numeri d’esempio: per i tuoi usa la targa degli apparecchi o, meglio ancora, un mese di dati da un misuratore di consumi. Il vantaggio di questo metodo è che ti fa vedere anche i picchi di potenza, cioè quali carichi si accendono insieme. Il piano a induzione da solo può già impegnare buona parte della potenza di scarica di una batteria domestica.

 

Attenzione anche agli spostamenti possibili: lavatrice e lavastoviglie programmate a mezzogiorno consumano energia solare diretta, che costa meno di quella passata dalla batteria. Ogni carico spostato di giorno riduce la capacità che ti serve.


Il metodo degli elettrodomestici, quando le bollette non bastano — overview diagram

Quante batterie servono per un impianto da 3 kW

 

È una delle domande più cercate, e la risposta onesta è: dipende dai consumi, non dai kW dei pannelli. Un impianto da 3 kWp in buona esposizione produce di giorno un’eccedenza che di norma riempie una batteria da 3 a 5 kWh, raramente di più. Oltre quella taglia, nella maggior parte dei giorni dell’anno la capacità in più resterebbe vuota.

 

Le batterie moderne sono quasi sempre modulari: si parte con uno o due moduli e se ne aggiungono altri se i consumi crescono, per esempio con l’arrivo di un’auto elettrica. Prima di comprare verifica che l’inverter ibrido e il sistema scelti accettino espansioni successive e fino a quale capacità.

 

Quale batteria scegliere per il fotovoltaico

 

Dimensione a parte, la tecnologia conta. Questo il quadro delle opzioni che trovi sul mercato:

 

Criterio

Litio ferro fosfato (LFP)

Altri ioni di litio (es. NMC)

Piombo (AGM, gel)

Profondità di scarica utilizzabile

Molto alta

Alta

Limitata

Cicli di vita

Molto elevati

Elevati

Bassi

Sicurezza termica

La più stabile tra le chimiche al litio

Buona, richiede gestione termica accurata

Buona, richiede locali ventilati

Ingombro per kWh

Contenuto

Il più compatto

Elevato

Uso tipico oggi

Residenziale e piccole aziende

Sistemi compatti

Off-grid economici, baite

Per una casa collegata alla rete, la scelta oggi ricade quasi sempre sull’LFP: si scarica a fondo senza degradarsi in fretta e regge molti cicli. Il piombo costa meno all’acquisto ma, a parità di energia utilizzabile, serve una capacità nominale molto più alta e va sostituito prima.

 

Altri criteri che separano un buon sistema da uno mediocre:

 

  1. Accoppiamento DC o AC. Su un impianto nuovo l’inverter ibrido con batteria in continua è di solito la soluzione più efficiente. Su un impianto esistente si può aggiungere una batteria in alternata, accettando qualche perdita di conversione in più.

  2. Garanzia in anni e in energia. Leggi non solo gli anni, ma anche la capacità residua garantita e il numero di cicli o di MWh erogati coperti.

  3. Funzione di backup. Non tutte le batterie alimentano la casa durante un blackout: serve un inverter con uscita di emergenza e un quadro predisposto. Ne parliamo nell’articolo su cosa succede al fotovoltaico durante un blackout.

  4. Software di gestione (EMS). È il sistema che decide quando caricare, quando scaricare e, nei casi migliori, quando accendere boiler o pompa di calore per usare l’eccedenza. Il rapporto ENEA sulla progettazione di sistemi di accumulo integrati in impianti residenziali e commerciali studia proprio come la logica di gestione incide sul risultato.

  5. Luogo di installazione. Garage, locale tecnico o esterno: grado di protezione IP, temperature di esercizio, distanze e ventilazione indicate dal produttore vanno rispettati. Un garage che d’estate supera i 35 °C non è il posto ideale per una batteria.

 

Gli errori di dimensionamento più frequenti

 

  • Sovradimensionare “per sicurezza”. È l’errore più comune: si paga una capacità che resta vuota per buona parte dell’anno e allunga il rientro dell’investimento.

  • Guardare solo i kWh e non i kW. Una batteria capiente ma con poca potenza lascia alla rete i picchi serali.

  • Dimensionare sui consumi di oggi senza pensare a domani. Pompa di calore, auto elettrica o un figlio che torna a casa cambiano il profilo. Qui la modularità vale più di qualche kWh in più subito.

  • Dimenticare l’impianto. Se i pannelli sono pochi o mal orientati, nessuna batteria compensa. A volte conviene prima aggiungere moduli e poi accumulo. Sull’esposizione trovi indicazioni nella guida all’inclinazione dei pannelli.

  • Non controllare i dati dopo l’installazione. Dopo qualche mese l’app di monitoraggio dice se la batteria arriva al 100% ogni giorno o se resta a metà. È il test migliore del dimensionamento, come spieghiamo nella guida al monitoraggio dell’impianto.

 

Se ti stai chiedendo se la batteria convenga in assoluto, abbiamo messo a confronto le due strade nell’articolo sul fotovoltaico senza accumulo, mentre i costi complessivi sono nella pagina su quanto costa un impianto fotovoltaico con accumulo.

 

Connessione, regole e incentivi: cosa cambia per il dimensionamento

 

Una batteria collegata a un impianto in rete non è un semplice elettrodomestico. Con la Delibera 642/2014/R/eel l’ARERA ha definito le disposizioni per l’integrazione dei sistemi di accumulo, dopo l’aggiornamento delle norme CEI 0-16 e CEI 0-21. In pratica il sistema deve essere conforme alla CEI 0-21 per la bassa tensione e va comunicato correttamente al gestore di rete, con l’aggiornamento dei dati dell’impianto: è una pratica che l’installatore deve seguire, e incide sui tempi. Ne trovi i passaggi nella guida sui tempi di allaccio del fotovoltaico.

 

Per aziende e aziende agricole che accedono a bandi, il dimensionamento diventa anche un requisito. Le regole operative della misura PN RIC del GSE, per esempio, chiedono che fotovoltaico e accumulo facciano parte di un unico progetto e pongono vincoli su come va dimensionata la capacità di stoccaggio. Il regolamento operativo del Parco Agrisolare richiede impianti di nuova costruzione con potenza tra 6 e 1000 kWp. Una batteria più grande del necessario, in questi casi, rischia di non essere ammessa alle spese finanziabili.

 

Per le abitazioni, le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni possono riguardare anche il sistema di accumulo installato con l’impianto. Percentuali, tetti di spesa e requisiti cambiano con le leggi di bilancio e dipendono anche dal fatto che si tratti della prima casa: prima di firmare, verifica le condizioni in vigore con il tuo commercialista o CAF, soprattutto se la detrazione è decisiva per la tua scelta.

 

Per i condomini il discorso si sposta su consumi comuni, autoconsumo collettivo e delibere assembleari: lo trattiamo nella guida al fotovoltaico condominiale.

 

Il nostro punto di vista

 

La tentazione più comune, quando si sceglie un accumulo, è puntare su 10 o 15 kWh anche se la sera la casa ne consuma 4. Il ragionamento è comprensibile: più grande sembra più sicuro. Ma una batteria che non si riempie mai è un costo senza ritorno, e una batteria troppo piccola in potenza lascia comunque alla rete i picchi della cena.

 

Per questo partiamo sempre dai dati: bollette con le fasce, orari della famiglia, progetti dei prossimi anni (pompa di calore, auto elettrica), spazio disponibile in garage o nel locale tecnico. Da lì progettiamo impianto e accumulo insieme, scegliendo una taglia che si riempia davvero per gran parte dell’anno e un sistema espandibile se le esigenze cambiano.

 

Lavorando anche su porte per garage e chiusure, conosciamo bene un aspetto spesso trascurato: il garage è il luogo in cui finisce la maggior parte delle batterie, e temperatura, ventilazione e spazi vanno valutati prima, non dopo. Un buon dimensionamento non è un numero su un foglio: è una batteria che, dopo un anno, l’app ti mostra carica la sera e quasi scarica al mattino.

 

— Paolo

 

Progettazione e installazione con un unico referente

 

Se stai valutando un impianto fotovoltaico con accumulo nelle province di Verona, Vicenza o Padova, possiamo seguirlo dall’inizio alla fine: sopralluogo e preventivo gratuiti, progettazione personalizzata, installazione, gestione delle pratiche per le detrazioni fiscali e assistenza post-vendita. Portaci le ultime bollette con il dettaglio delle fasce F1, F2 e F3: il dimensionamento lo facciamo insieme. Richiedi il sopralluogo e il preventivo gratuito.

 

Domande frequenti

 

Come si calcola la capacità della batteria per il fotovoltaico?

 

Somma i kWh annui consumati in fascia F2 e F3, moltiplica per 0,8 e dividi per 365: ottieni la capacità utilizzabile media giornaliera. Poi confrontala con l’eccedenza solare diurna e tieni il valore più basso. Infine correggi per la profondità di scarica del modello scelto.

 

Una batteria da 10 kWh è sempre meglio di una da 5 kWh?

 

No. Se la sera consumi 4-5 kWh o se l’impianto non produce abbastanza eccedenza per riempirla, metà della capacità resterà inutilizzata per gran parte dell’anno. Conviene una taglia vicina al fabbisogno reale, meglio se modulare ed espandibile.

 

Si può aggiungere una batteria a un impianto già esistente?

 

Sì. Si può sostituire l’inverter con un modello ibrido oppure installare una batteria accoppiata in corrente alternata, che lascia intatto l’inverter esistente ma ha qualche perdita di conversione in più. In entrambi i casi l’aggiunta va comunicata al gestore di rete.

 

Con la batteria resto alimentato durante un blackout?

 

Solo se il sistema ha una funzione di backup: inverter con uscita di emergenza e quadro elettrico predisposto. Senza questi elementi l’impianto si scollega dalla rete per sicurezza e la casa resta al buio anche con la batteria carica.

 

Dove si installa la batteria?

 

Di solito in garage, in un locale tecnico o all’esterno se il modello lo consente. Contano grado di protezione IP, temperatura di esercizio, ventilazione e distanze indicate dal produttore. Il sopralluogo serve proprio a scegliere il punto più adatto.

 

Fonti

 

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