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Posizione delle fotocellule del cancello: altezza e distanze giuste

2 minuti fa
Tempo di lettura: 10 min

Fotocellule posizionate ai lati di un cancello

Le fotocellule di un cancello automatico vanno montate in coppia, una di fronte all’altra, alla stessa altezza da terra (di solito tra 50 e 60 cm), perfettamente allineate e il più vicino possibile alla linea di chiusura dell’anta. La coppia esterna sorveglia il passaggio in chiusura; su molti impianti serve anche una coppia interna, che copre la zona in cui l’anta si muove. Qui trovi le misure, gli schemi per cancello scorrevole, battente e portone del garage, gli errori che troviamo più spesso nei sopralluoghi e i casi in cui conviene far verificare l’impianto da un tecnico.



In breve

 

  • Altezza: la quota più indicata è tra 50 e 60 cm da terra, uguale al millimetro per trasmettitore e ricevitore.

  • Distanza dal cancello: pochi centimetri dal filo dell’anta, mai lasciando uno spazio in cui un’auto o una persona possa fermarsi senza interrompere il raggio.

  • Bambini e animali: una sola coppia a 50 cm non basta sempre; una seconda coppia più bassa o i bordi sensibili coprono quello che il raggio alto non vede.

  • Sole: il ricevitore non deve guardare verso il sole basso del mattino o della sera, altrimenti si possono avere blocchi e falsi allarmi.

  • Sicurezza: le fotocellule sono una parte del sistema di protezione, non l’intero sistema. Dopo ogni modifica, l’impianto va ricontrollato da un installatore qualificato.

 

Indice

 

 

Come funziona una coppia di fotocellule

 

Una fotocellula da cancello è in realtà composta da due elementi: un trasmettitore (TX) che emette un fascio a infrarossi e un ricevitore (RX) che lo capta. Finché il fascio arriva al ricevitore, la centralina considera libera la zona. Quando qualcosa interrompe il raggio, come spiega questa guida al posizionamento delle fotocellule, la fotocellula manda un segnale alla centralina, che ferma la manovra o inverte il movimento.

 

Da qui deriva tutta la logica del posizionamento. Il raggio è una linea sottile: protegge solo ciò che attraversa quella linea, a quella quota, in quel punto. Un ostacolo che si trova trenta centimetri più in là, o venti centimetri più in basso, per la fotocellula semplicemente non esiste. Per questo la posizione conta quanto la qualità del prodotto.

 

A che altezza montare le fotocellule

 

La quota di riferimento è compresa tra 50 e 60 cm dal suolo: è l’altezza che intercetta in modo affidabile il paraurti o la fiancata di un’auto, le gambe di un adulto e buona parte delle persone che attraversano a piedi. Anche altre guide all’installazione indicano un’altezza consigliata attorno ai 50 cm come punto di partenza per la maggior parte dei cancelli elettrici.

 

Tre regole valgono sempre:

 

  1. Stessa quota per TX e RX. Se il pavimento non è in piano, come accade spesso nelle rampe e nei vialetti in pendenza, si misura dal punto più alto e si compensa con la colonnina o con una staffa. Una differenza di pochi millimetri su un passaggio largo cinque metri basta a rendere il segnale instabile.

  2. Misura dal piano finito. Se il cortile deve ancora essere pavimentato, o se è previsto uno strato di ghiaia, conviene aspettare o calcolare la quota definitiva. Una fotocellula montata a 55 cm sul massetto può ritrovarsi a 45 cm dopo la posa del sottofondo e delle piastrelle.

  3. Niente ostacoli nel campo. Siepi, vasi, cassette della posta e auto parcheggiate stabilmente non devono attraversare il raggio, altrimenti il cancello resta fermo o si richiude in modo irregolare.

 

Quando serve una seconda coppia più bassa

 

Una coppia a 50-60 cm vede bene un’auto e un adulto. Un bambino piccolo seduto a terra, un monopattino rovesciato o un cane di taglia piccola possono invece passare sotto il fascio senza interromperlo. Se nella casa o nel condominio ci sono bambini o animali domestici, la soluzione più sensata è aggiungere una seconda coppia a una quota più bassa oppure affidarsi ai bordi sensibili, i profili in gomma montati sul bordo dell’anta che fermano la manovra al minimo contatto.

 

Nei condomini, dove il passaggio è usato da molte persone diverse e anche da pedoni senza auto, la doppia protezione dovrebbe essere la norma più che l’eccezione. È un costo contenuto rispetto alla responsabilità che ricade sull’amministratore in caso di incidente.

 

Dove posizionarle: distanza dal cancello e allineamento

 

L’obiettivo è che le fotocellule coprano tutta l’area di passaggio, anche quando il cancello è completamente aperto, come ricorda la stessa guida tecnica. In pratica significa tre cose.

 

Vicino al filo dell’anta. La coppia esterna va montata il più vicino possibile alla linea in cui il cancello si chiude, di norma a pochi centimetri. Più la si allontana verso la strada, più si crea una fascia “cieca” tra raggio e anta: un’auto ferma con il muso in quella fascia non interrompe il fascio e il cancello può richiudersi contro la carrozzeria. È uno dei danni più frequenti che ci vengono segnalati.

 

Allineate e parallele. Trasmettitore e ricevitore devono guardarsi in faccia, con le lenti sullo stesso asse. Molti modelli hanno un LED che indica la qualità del segnale: si regola l’orientamento finché il LED conferma la ricezione piena, poi si serrano le viti. Un allineamento “al limite” funziona il giorno del montaggio e fallisce alla prima pioggia, al primo strato di polvere o con le vibrazioni del pilastro.

 

Protette da urti e manomissioni. Su un pilastro in muratura la fotocellula si incassa o si monta a filo; su un passaggio largo si usano colonnine in alluminio o acciaio fissate su plinto. Il cavo va sempre in tubo corrugato interrato, mai volante.


Criteri essenziali per installare le fotocellule

Schema per tipo di cancello

 

Ogni tipologia ha le sue zone di rischio. La tabella riassume dove mettiamo le fotocellule nei casi più comuni.

 

Tipo di chiusura

Coppia esterna

Coppia interna

Note pratiche

Cancello scorrevole

Sul lato strada, a pochi cm dal filo di chiusura, tra 50 e 60 cm

Lato cortile, a coprire la zona di scorrimento dell’anta

Controllare anche lo spazio tra anta e muro di contenimento in apertura

Cancello a battente

Sul lato strada, sui pilastri o su colonnine allineate

Lato interno, oltre l’ingombro delle ante aperte

Le ante aperte non devono interrompere il raggio interno

Portone sezionale da garage

Ai lati del vano, all’esterno o subito dietro il telaio

Spesso non necessaria, valutare caso per caso

Raggio vicino al punto in cui il pannello tocca terra

Basculante motorizzata

Ai lati del vano, sul filo esterno

Utile se il garage è profondo e frequentato

La basculante sporge in apertura: verificare la zona davanti al vano

Chiusura industriale

Una o più coppie a quote diverse

Secondo l’analisi dei rischi

Spesso si aggiungono barriere a più raggi e bordi sensibili

Fotocellule esterne e interne: cosa proteggono

 

Su molti impianti trovi due coppie, e non è un eccesso di zelo. La coppia esterna lavora in chiusura: se qualcuno passa mentre il cancello si chiude, la centralina inverte la corsa. La coppia interna sorveglia la zona in cui l’anta si muove: con un cancello scorrevole è il binario e lo spazio lungo il muro, con un battente è l’area spazzata dalle ante in apertura.

 

Il collegamento alla centralina cambia di conseguenza. In genere la coppia esterna si collega all’ingresso di sicurezza in chiusura, quella interna all’ingresso che interviene in apertura, oppure in entrambe le fasi. Se le due coppie vengono collegate allo stesso ingresso “per comodità”, il cancello può comportarsi in modo inatteso: fermarsi in apertura quando passa l’auto, o non reagire nel momento giusto. Ogni centralina ha la sua logica e il suo schema, quindi il riferimento resta sempre il manuale del motore.

 

Quando si montano due coppie vicine, attenzione alle interferenze reciproche: il trasmettitore di una coppia non deve “illuminare” il ricevitore dell’altra. Si risolve invertendo i lati (TX a destra in una coppia, a sinistra nell’altra) o usando modelli sincronizzati.


Fotocellule esterne e interne: cosa proteggono — overview diagram

Fotocellule sul portone del garage

 

Per un portone sezionale o una basculante motorizzata il principio è identico, ma lo spazio è più stretto e gli usi diversi. Il raggio deve passare vicino al punto in cui il bordo inferiore del portone tocca il pavimento, perché è lì che si schiaccia un piede o si danneggia il tetto di un’auto lasciata a metà.

 

Le quote tipiche sono più basse di quelle di un cancello carraio, perché davanti al garage si muovono spesso bambini in bicicletta, carrelli e animali. Sui sezionali di nuova generazione le fotocellule si integrano nelle guide laterali o nel telaio, con un risultato più pulito e meno esposto agli urti. Quando installiamo le nostre porte sezionali per garage progettiamo la posizione insieme al vano, così i sensori non finiscono dietro uno scaffale o un contatore.

 

Sole, pilastri e cavi: gli errori più comuni

 

Nei sopralluoghi su impianti esistenti troviamo quasi sempre gli stessi problemi.

 

  • Ricevitore rivolto al sole. La luce solare diretta può interferire con il segnale infrarosso e “accecare” il ricevitore. Nei cancelli orientati est-ovest il problema compare all’alba o al tramonto, soprattutto in inverno quando il sole è basso. Si risolve montando l’RX sul lato in ombra o con una visiera.

  • Pilastri che si muovono. Un pilastro in muratura che si assesta, o una colonnina su un plinto troppo piccolo, fa perdere l’allineamento nel giro di qualche mese.

  • Cavi non protetti. Morsetti ossidati e cavi schiacciati sono la causa più frequente dei blocchi “a intermittenza”. Le scatole vanno chiuse con le guarnizioni e posate con l’ingresso cavi verso il basso.

  • Lenti sporche. Ragnatele, polvere e salsedine abbassano il segnale fino a farlo cadere. Una pulizia con un panno morbido risolve molti falsi allarmi.

  • Fotocellule spostate senza ricontrollo. Alzare o abbassare una coppia dopo un lavoro in giardino sembra un’operazione da poco, ma cambia la protezione dell’intero impianto.

 

Se il cancello si blocca senza un motivo apparente, prima di chiamare un tecnico puoi fare qualche verifica semplice: trovi una sequenza ordinata nei nostri test sulle fotocellule del cancello e nella guida su cosa fare quando il cancello automatico non si apre. Se il problema riguarda cablaggi, centralina o regolazioni della forza del motore, fermati e chiama un installatore: sono interventi su un’apparecchiatura alimentata a rete e su un dispositivo di sicurezza.

 

L’antenna integrata: dove va e perché conta

 

Chi cerca la posizione delle fotocellule spesso si imbatte nell’antenna integrata, e capita di confondere le due cose. L’antenna non è un sensore di sicurezza: è il componente che riceve il segnale del telecomando. Su molti impianti è montata dentro il lampeggiante, la luce che avvisa durante la manovra; un lampeggiante con antenna integrata migliora la ricezione e riduce le interferenze, aumentando la portata del telecomando.

 

La posizione ideale è in alto, ben visibile dalla strada e dall’interno, sopra il pilastro e lontano da masse metalliche. Le stesse regole servono alla sicurezza: il lampeggiante deve essere visto da chi si avvicina, quindi niente rami o insegne davanti. Se il telecomando funziona solo a pochi metri dal cancello, l’antenna o il suo cavo sono la prima cosa da controllare.

 

Cosa chiedono le norme

 

Le fotocellule non sono un accessorio facoltativo. Un cancello motorizzato rientra tra le macchine e chi lo installa deve valutare i rischi, scegliere i dispositivi di protezione e consegnare l’impianto con la documentazione prevista per la marcatura CE. In Italia il riferimento tecnico sono le norme europee sui cancelli e portoni motorizzati, in particolare la UNI EN 12453 per i requisiti di sicurezza in uso e la UNI EN 12445 per i metodi di prova.

 

In pratica la scelta tra fotocellule, bordi sensibili e limitazione della forza d’impatto, e la loro combinazione, dipende dal tipo di cancello, dall’uso (privato, condominiale, aziendale) e da chi lo utilizza. Per questo due cancelli in apparenza uguali possono richiedere protezioni diverse. Se il tuo impianto ha diversi anni o è stato modificato, la nostra guida all’adeguamento della sicurezza del cancello spiega come capire se va aggiornato, mentre quella sulla manutenzione del cancello automatico chiarisce obblighi e costi dei controlli periodici.

 

Per gli amministratori di condominio vale un consiglio pratico: conservare il fascicolo tecnico e il registro di manutenzione, e far verificare le fotocellule a ogni intervento programmato. In caso di contestazione sono i documenti che contano.

 

Il nostro punto di vista

 

Nei cantieri tra Verona, Vicenza e Padova vediamo spesso lo stesso schema: il cancello è nuovo, il motore è buono, ma le fotocellule sono state messe “dove c’era posto”, magari a fine lavori, dopo che il pavimento è stato rifatto. Il risultato è un impianto che funziona ma protegge meno di quanto il proprietario creda.

 

Per noi la posizione dei sensori si decide in fase di progettazione, insieme al cancello o al portone, non dopo. Quando facciamo il sopralluogo misuriamo le quote dal piano finito, guardiamo l’orientamento rispetto al sole, chiediamo chi userà il passaggio: se ci sono bambini, un cane, un via vai di fornitori. Su queste risposte scegliamo quante coppie montare, a che altezza e se aggiungere bordi sensibili. È lo stesso approccio che usiamo per le porte da garage e per le chiusure aziendali: un progetto chiavi in mano, seguito da noi dall’inizio alla fine.

 

E dopo l’installazione l’impianto va seguito. Per questo leghiamo l’estensione della garanzia a 5 anni a una manutenzione annuale: è l’occasione per pulire le lenti, ricontrollare l’allineamento e verificare che le sicurezze intervengano davvero.

 

— Paolo

 

Sopralluogo gratuito per cancelli e portoni

 

Se stai automatizzando un cancello, sostituendo una basculante o rifacendo l’ingresso del garage, possiamo occuparci di tutto: sopralluogo e preventivo gratuiti, progettazione, installazione delle automazioni e dei dispositivi di sicurezza, assistenza post-vendita e supporto nelle pratiche per le detrazioni fiscali. Lavoriamo nelle province di Verona, Vicenza e Padova per privati, condomini e aziende. Scopri le nostre porte per garage o richiedi un sopralluogo e un preventivo direttamente dal sito.

 

Domande frequenti

 

A che altezza vanno messe le fotocellule del cancello?

 

La quota più indicata è tra 50 e 60 cm da terra, misurata dal pavimento finito. Trasmettitore e ricevitore devono essere esattamente alla stessa altezza. Se il passaggio è usato da bambini o animali, conviene aggiungere una seconda coppia più bassa o i bordi sensibili.

 

Quanto lontano dal cancello si montano le fotocellule?

 

Il più vicino possibile alla linea di chiusura, di solito a pochi centimetri dal filo dell’anta. Allontanarle crea una zona in cui un’auto ferma non interrompe il raggio e rischia di essere colpita dal cancello in chiusura.

 

Servono sempre fotocellule interne?

 

Non sempre, ma su molti cancelli scorrevoli e a battente sono consigliate, perché proteggono la zona in cui l’anta si muove in apertura. La decisione dipende dall’analisi dei rischi del singolo impianto: ante spesse, spazi stretti verso il muro o passaggio frequente di pedoni rendono la coppia interna quasi indispensabile.

 

Posso spostare da solo le fotocellule?

 

Pulire le lenti e controllare l’allineamento sono operazioni alla portata di tutti. Spostare i sensori, cambiare quota o rifare i collegamenti alla centralina modifica invece un dispositivo di sicurezza: dopo l’intervento l’impianto va verificato da un installatore, che ne risponde anche ai fini della marcatura CE.

 

Perché il cancello si blocca solo in certe ore del giorno?

 

Molto spesso è il sole basso che colpisce il ricevitore all’alba o al tramonto e disturba il segnale infrarosso. Si risolve spostando il ricevitore sul lato in ombra, invertendo TX e RX o montando una visiera. Se il blocco resta anche con il cielo coperto, il problema è probabilmente nell’allineamento o nei collegamenti.

 

Fonti

 

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