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Sblocco manuale del cancello: come aprirlo senza corrente

10 minuti fa
Tempo di lettura: 11 min

Il proprietario sblocca manualmente un cancello a battente

Se il cancello automatico resta fermo per un blackout o un guasto, puoi aprirlo con lo sblocco manuale. È un piccolo dispositivo sul motoriduttore: con la chiave in dotazione, o con una leva, scolleghi il motore dall’anta e la puoi muovere a mano. In pratica togli l’alimentazione, apri lo sportellino o il cappuccio dello sblocco, inserisci la chiave, la ruoti e accompagni l’anta senza spingerla di colpo. Qui sotto trovi i passaggi per cancelli scorrevoli, a battente e portoni da garage, cosa fare se non trovi la chiave, come rimettere in funzione l’automazione e quando è meglio chiamare un tecnico.



In breve

 

  • Quando serve: se manca la corrente, durante lavori sulla linea elettrica o se un guasto blocca il motore. Un motore irreversibile tiene il cancello chiuso anche senza corrente, quindi senza sblocco non si apre.

  • La chiave: fa parte della dotazione del motoriduttore. Conservala con il manuale in un posto che tutta la famiglia conosce, non nella cassetta della posta e non in auto.

  • La sequenza sicura: stacchi l’alimentazione, sblocchi, accompagni l’anta per tutta la corsa, poi riblocchi e ridai corrente.

  • Se l’anta è dura, sbilanciata o si muove da sola, fermati: il problema non è lo sblocco, è il cancello.

  • Provalo una volta all’anno: se resta inutilizzato per anni, il meccanismo può incepparsi proprio il giorno in cui ti serve.

 

Indice

 

 

Quando serve lo sblocco manuale

 

Lo sblocco manuale serve in tre casi. Secondo Tau, produttore italiano di automazioni, si usa quando manca la corrente, durante la manutenzione dell’impianto elettrico e quando un guasto tecnico impedisce l’apertura o la chiusura automatica. Anche il manuale di un motoriduttore a battente Nice prevede la manovra manuale per mancanza di corrente o per anomalie dell’impianto.


Tre situazioni che richiedono lo sblocco manuale

Conta anche il tipo di motore. La maggior parte delle automazioni residenziali usa motori irreversibili: quando il motore è fermo, gli ingranaggi tengono l’anta bloccata. Questo protegge dai tentativi di forzatura, ma vuol dire anche che senza corrente il cancello resta chiuso finché non lo sblocchi. I motori reversibili si lasciano invece spingere a mano, e per questo di solito hanno bisogno di un’elettroserratura che tenga chiuso il cancello.

 

Molti impianti a 24 V possono montare un kit di batterie tampone, che fa funzionare il cancello per un certo numero di manovre anche durante un blackout. Se ce l’hai, lo sblocco manuale ti servirà soprattutto per i guasti. Se non ce l’hai e nella tua zona i temporali estivi fanno saltare spesso la luce, vale la pena chiederlo al tuo installatore.

 

Prima di sbloccare, controlla che il problema sia davvero la corrente o il motore. Un telecomando con la pila scarica o una fotocellula sporca bloccano il cancello quanto un guasto, e si risolvono in due minuti: trovi le verifiche più comuni nella nostra guida su cosa fare se il cancello automatico non si apre e nei test sulle fotocellule del cancello.

 

Dove si trova la chiave di sblocco e com’è fatta

 

La chiave di sblocco viene consegnata insieme all’automazione. Il manuale della serie myStrike di myGate chiede di conservarla con il libretto in un luogo sicuro e riparato. Tau aggiunge un consiglio pratico: tienila dove la trovi subito, perché la cerchi quasi sempre quando sei di fretta, magari con la macchina ferma davanti al cancello.

 

In base al modello lo sblocco può essere:

 

Tipo di sblocco

Dove si trova di solito

Come si usa

Chiave con nottolino

Sul corpo del motoriduttore, sotto un cappuccio o uno sportellino

Inserisci la chiave, la ruoti e poi azioni una leva o una maniglia

Leva o manopola

Sul motore, a volte protetta da una serratura

La giri fino a fine corsa per disinnestare gli ingranaggi

Fune o cordino

Sul carrello dei portoni da garage, a soffitto

Tiri il cordino per staccare il portone dal traino

Sblocco esterno con serratura

Sulla porta del garage o su un pilastro

Una chiave libera il cordino interno anche dall’esterno

Se non trovi la chiave, non forzare lo sportello con un cacciavite e non cercare di smontare il carter. Molte chiavi di sblocco sono specifiche della marca e a volte del singolo modello: un tecnico che conosce il tuo motore può sbloccarlo senza fare danni e procurarti un duplicato originale. Annota marca e modello del motoriduttore (di solito sono sull’etichetta del carter) e tieni la foto sul telefono: il ricambio arriva molto prima.

 

Nel caso opposto, cioè se hai paura che qualcuno sblocchi il cancello dall’esterno, chiedi all’installatore di proteggere l’accesso allo sblocco. Lo sblocco però deve restare raggiungibile da chi deve uscire durante un’emergenza.

 

Prima di muovere l’anta: i controlli di sicurezza

 

Un cancello sbloccato è una massa di ferro libera di muoversi. Sono pochi gesti, ma fanno la differenza.

 

  1. Togli l’alimentazione. Anche se è saltata la luce, abbassa l’interruttore dedicato all’automazione: se la corrente torna mentre hai le mani sull’anta, il motore potrebbe ripartire. Il manuale del motore scorrevole BFT Deimos chiede di staccare la corrente prima di qualsiasi intervento sull’impianto.

  2. Allontana bambini e animali dalla zona di movimento e dal lato delle cerniere, dove le dita rischiano di più.

  3. Sblocca del tutto prima di spingere. Lo stesso manuale BFT avverte di non provare ad aprire a mano un cancello il cui attuatore non è stato sbloccato completamente: si danneggiano gli ingranaggi.

  4. Aspettati movimenti imprevisti. Il manuale della serie scorrevole CAME BX avverte che lo sblocco può provocare un movimento incontrollato del cancello se l’impianto ha delle anomalie. Tieni una mano sull’anta nel momento in cui sblocchi, soprattutto se il cancello è su un terreno in pendenza.

  5. Accompagna, non lanciare. Porta l’anta per tutta la corsa con una spinta costante. Se la lasci andare, sbatte contro i fermi e può uscire dalla guida o rovinare le cerniere.

 

Come sbloccare un cancello scorrevole

 

Nei cancelli scorrevoli il motoriduttore è a terra, a lato del passaggio, e trascina l’anta con un pignone sulla cremagliera. Lo sblocco stacca il pignone dal motore e lascia l’anta libera di scorrere.

 

La sequenza tipica è questa:

 

  1. Stacca l’alimentazione dell’automazione.

  2. Trova sul motoriduttore lo sportellino o il cappuccio dello sblocco: spesso è sul fronte o nella parte bassa del carter.

  3. Inserisci la chiave e girala fino al fermo.

  4. Apri la leva o ruota la manopola fino a fine corsa.

  5. Fai scorrere l’anta a mano, accompagnandola fino al punto che ti serve.

 

Per fare un esempio concreto, nei motoriduttori Tau della serie T-ONE la procedura del produttore è: apri il cappuccio nero nella parte bassa del motore, inserisci la chiave, la ruoti di 90° e apri la leva di sblocco. Altre marche cambiano l’angolo di rotazione o la posizione della leva, ma la logica resta la stessa. Se il libretto del tuo motore è introvabile, quasi tutti i produttori lo pubblicano in PDF sul proprio sito, e basta cercarlo con il modello scritto sull’etichetta.

 

Se l’anta scorre a scatti o devi spingerla con tutto il peso, fermati. Di solito il problema è nelle ruote, nella guida a terra (sassi, ghiaccio, foglie) o nella cremagliera, non nel motore. Se pensi di automatizzare un nuovo scorrevole, nella nostra guida trovi cosa verificare prima del sopralluogo.

 

Come sbloccare un cancello a battente

 

Nei cancelli a battente ogni anta ha il suo motore, che può essere a braccio, a pistone oppure interrato sotto la cerniera. Quindi per aprire tutte e due le ante devi sbloccare due motori. Se ti basta passare a piedi, sblocca solo l’anta che ti serve: la seconda resta chiusa e trattenuta.

 

Come esempio, sull’automazione myStrike inserisci la chiave nel nottolino, la giri in senso antiorario e poi ruoti la maniglia di 180° in senso orario. Altri pistoni hanno una piccola leva sotto il corpo motore. I motori interrati invece hanno di solito lo sblocco su un pozzetto accanto alla cerniera, con un coperchio e una chiave dedicata.

 

Qualche accortezza specifica per i battenti:

 

  • Il vento: un’anta piena sbloccata fa da vela. Se c’è vento forte, tienila con la mano finché non arriva al fermo e, se resta aperta a lungo, fermala con un fermo a terra.

  • L’elettroserratura: se il cancello ne ha una, senza corrente può restare chiusa. Di solito si apre con la sua chiave meccanica, a parte rispetto a quella del motore.

  • L’ordine delle ante: nei cancelli con battuta sovrapposta apri prima l’anta che sta sopra, poi l’altra.

 

Sblocco di emergenza del portone garage

 

Per un portone sezionale o basculante motorizzato lo sblocco di emergenza funziona in modo diverso. Il motore a soffitto traina il portone con un carrello lungo una guida, e lo sblocco in genere è un cordino o una maniglia appesa al carrello. Tirandolo, il portone si stacca dal traino e puoi sollevarlo a mano.


Cordino di emergenza collegato al carrello

Il punto delicato è uno solo: se le molle o i contrappesi non sono a posto, il portone sbloccato può cadere. Prima di sbloccare, il portone dovrebbe essere chiuso oppure tenuto fermo. Sollevalo con le maniglie e mai mettendo le dita tra i pannelli. Se si alza in modo irregolare o tende a scendere da solo, abbassalo e non usarlo finché un tecnico non ha controllato il bilanciamento.

 

Se il garage non ha un’altra uscita, serve uno sblocco esterno a chiave, che di solito si monta sul portone o sullo stipite. Senza questo, con la luce saltata e il portone chiuso, dall’esterno non c’è modo di entrare. Trovi la procedura completa, con i casi più comuni, nella guida su come sbloccare il portone del garage.

 

Come riattivare l’automazione

 

Quando torna la corrente, o dopo la riparazione, devi ricollegare il motore all’anta. Per il motore BFT Deimos il manuale indica di ruotare la manopola in senso antiorario per tutta la corsa e la chiave in senso orario fino al blocco. Sugli altri modelli in pratica si fanno gli stessi gesti dello sblocco al contrario.

 

In pratica:

 

  1. Riporta l’anta più o meno nella posizione di chiusura.

  2. Richiudi la leva e gira la chiave nella posizione di blocco, poi toglila e rimettila a posto.

  3. Muovi l’anta di qualche centimetro a mano finché senti che gli ingranaggi si agganciano: da lì non si muove più.

  4. Richiudi il cappuccio o lo sportellino, per non far entrare acqua e polvere.

  5. Ridai corrente e dai un comando, restando a distanza.

 

Su molte centraline la prima manovra dopo un blackout è più lenta, perché l’automazione deve ritrovare i finecorsa. È normale. Se invece il cancello si inverte, si ferma a metà o non parte, controlla la centralina: nella guida su come aggiornare una centralina datata spieghiamo diagnosi e reset.

 

Quanta forza serve: cosa dicono le norme

 

Uno sblocco fatto bene deve permettere di muovere l’anta senza sforzi eccessivi. La guida alle norme di Tau indica che il dispositivo di sblocco deve consentire l’apertura e la chiusura manuale con una forza massima di 225 N per porte e cancelli in aree residenziali e di 390 N negli altri contesti previsti. Detto in parole semplici, 225 N è più o meno la forza per sollevare 23 kg. Se per spostare il tuo cancello devi faticare molto di più, qualcosa non va.

 

Le norme di riferimento sono due. La EN 12453 riguarda la sicurezza d’uso di porte e cancelli motorizzati. La EN 13241 è la norma di prodotto per la marcatura CE: la versione EN 13241:2003+A2:2016 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 28 ottobre 2016. Chi motorizza un cancello deve tenere conto di entrambe, e lo sblocco di emergenza fa parte dei requisiti.

 

Se il tuo impianto ha più di dieci o quindici anni, è probabile che non abbia le sicurezze oggi richieste. Nella guida pratica all’adeguamento di sicurezza del cancello automatico trovi cosa si controlla e cosa si sostituisce di solito.

 

Tenere lo sblocco pronto all’uso

 

Tau fa notare che uno sblocco mai usato può incepparsi. Il consiglio è semplice: una volta all’anno, con l’alimentazione staccata, sblocca, fai una corsa completa a mano e riblocca. Così controlli tre cose insieme: che la chiave giri, che l’anta scorra senza punti duri e che il motore si riagganci bene.

 

Nello stesso momento conviene dare un’occhiata anche all’impianto elettrico che alimenta l’automazione. Interruttore dedicato, salvavita e cavi esterni soffrono umidità e sbalzi, e qualche regola base di manutenzione degli impianti elettrici evita molti blocchi improvvisi. Per il resto dell’impianto, cioè fotocellule, lampeggiante, finecorsa e forze di spinta, ci vuole il tecnico: costi e obblighi sono spiegati nella guida alla manutenzione del cancello automatico, e la checklist di manutenzione delle porte ti aiuta a non dimenticare niente.

 

Un’ultima cosa: spiega lo sblocco a tutti quelli che usano il cancello, compresi i ragazzi grandi e chi ti aiuta in casa. Nei condomini è utile un foglio con le istruzioni nel locale contatori e una chiave di scorta tenuta dall’amministratore.

 

Quando fermarsi e chiamare un tecnico

 

Il manuale BFT dice in modo chiaro che in caso di malfunzionamento si stacca la corrente, si usa lo sblocco per aprire e poi si chiama un tecnico qualificato. Lo sblocco ti fa uscire di casa, ma non ripara il guasto. Chiama un tecnico quando:

 

  • la chiave non gira oppure la leva è bloccata, e lo sportello è rotto o pieno di ruggine;

  • l’anta sbloccata è troppo pesante, struscia o esce dalla guida;

  • un’anta a battente pende o tocca terra, segno di cerniere consumate;

  • il portone del garage sbloccato si muove da solo, in su o in giù;

  • senti odore di bruciato, vedi segni di bruciatura sulla centralina o l’interruttore salta di nuovo appena ridai corrente;

  • dopo il riblocco il cancello fa manovre strane o si ferma senza motivo.

 

In questi casi non insistere a riattivare l’automazione. Lascia il cancello aperto e fermo, oppure chiuso e bloccato, finché non è stato controllato.

 

Il nostro punto di vista

 

Quando un cliente ci chiama per un cancello bloccato, molto spesso il motore funziona benissimo. La chiave di sblocco si è persa dopo l’installazione, oppure nessuno ha mai provato a usarla e il meccanismo si è indurito. Per questo, quando consegniamo un’automazione o un portone sezionale, spieghiamo lo sblocco davanti al cliente e gli facciamo fare una prova.

 

La seconda cosa che vediamo spesso è il cancello che si muove a fatica anche sbloccato. Il motore di solito non c’entra: sono ruote, guide o cerniere che nessuno ha più controllato. Con la manutenzione annuale troviamo questi problemi prima che diventino un guasto, ed è anche la condizione per estendere la nostra garanzia a 5 anni.

 

Il nostro consiglio è uno solo: prova lo sblocco oggi, con calma, così non dovrai scoprire come si fa durante un temporale.

 

— Paolo

 

Un cancello o un portone che si aprono anche al buio

 

Se il tuo impianto è vecchio, lo sblocco è scomodo o il portone del garage non ha uno sblocco esterno, possiamo valutare con te cosa conviene fare. Lavoriamo nelle province di Verona, Vicenza e Padova: facciamo il sopralluogo e il preventivo gratis, progettiamo e installiamo noi, e ti seguiamo dopo la vendita, comprese le pratiche per le detrazioni fiscali del 50% quando l’intervento ne ha diritto.


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Domande frequenti

 

Posso aprire il cancello automatico senza chiave di sblocco?

 

Su un motore irreversibile no, a meno di forzare il meccanismo, e così si rompono ingranaggi e carter. Alcuni motori hanno lo sblocco a leva senza chiave, quindi prima controlla bene il corpo motore. Se la chiave serve e non ce l’hai, chiama un tecnico con marca e modello del motore: può sbloccarlo e procurarti un duplicato originale.

 

Dopo lo sblocco il cancello resta aperto a chiunque?

 

Sì, finché è sbloccato l’anta si muove a mano anche dall’esterno. Per questo, appena torna la corrente, riblocca il motore. Se devi lasciarlo sbloccato a lungo, chiudi l’anta e fermala con un lucchetto o un fermo meccanico.

 

Quanto deve pesare a mano un cancello sbloccato?

 

Deve muoversi con una spinta decisa ma senza fatica. Le indicazioni tecniche delle norme fissano un massimo di circa 225 N in ambito residenziale, più o meno lo sforzo per sollevare 23 kg. Se devi spingere molto di più, guide, ruote o cerniere vanno controllate.

 

Ogni quanto conviene provare lo sblocco?

 

Almeno una volta all’anno, meglio se nello stesso intervento della manutenzione periodica. Basta una corsa completa a mano con la corrente staccata, poi il riblocco e una manovra di prova. Se la chiave gira a fatica, fallo presente al tecnico.

 

Lo sblocco del portone garage funziona anche da fuori?

 

Solo se c’è uno sblocco esterno a chiave, che di solito si monta sul portone o sullo stipite. Senza, il cordino si raggiunge soltanto da dentro il garage. Se il garage non ha altri ingressi, l’accessorio va aggiunto.

 

Fonti

 

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